Steve Von Till sul ritorno dei Neurosis: «Mi mancava il rombo degli amplificatori dietro di me»
Condividi
Sette anni senza quel rumore
I Neurosis si erano fermati nel 2019, e non per stanchezza: il co-fondatore Scott Kelly aveva ammesso pubblicamente di essere stato violento con la propria famiglia, e la band lo aveva allontanato. Da lì in poi, silenzio. Per chi ha attraversato Through Silver In Blood o Times Of Grace, quel silenzio pesava parecchio.
In un'intervista ripresa da Blabbermouth, Steve Von Till ha raccontato come si è rotto. I quattro rimasti si sono ritrovati a fine 2024, semplicemente perché «ci mancava fare musica insieme». Il chitarrista lo descrive come qualcosa di fisico, prima ancora che artistico: sentiva nel corpo la mancanza del rombo degli amplificatori alle spalle. Nel lavoro finale è entrato anche Aaron Turner, l'uomo di Isis e Sumac.
La spinta decisiva, però, è arrivata da fuori: la Firekeeper Alliance, un'organizzazione che si occupa di prevenzione del suicidio nelle comunità native del Montana. Tornare, dice Von Till, è diventata «una questione di responsabilità» verso chi quella musica può aiutare davvero.
Il disco nuovo, An Undying Love For A Burning World, è uscito a marzo 2026 su Neurot Recordings: registrato da Scott Evans allo Studio Litho di Seattle in tre fine settimana d'inverno, mixato all'Antisleep Audio di Oakland. Il primo concerto dopo sette anni è stato il 25 luglio al Fire In The Mountains, nella Blackfeet Nation. Restano due appuntamenti: il 5 settembre all'Hellbender di Asheville e il 16 e 17 ottobre al Fillmore di San Francisco.
Fonte: Blabbermouth.