È morto Mike Milford: la voce degli Scars of Tomorrow e un pezzo di storia del metalcore

Se ne va Mike Milford, e non se ne va solo un cantante

Scars of Tomorrow, Rope Tied To The Trigger (2004)

Ci sono nomi che il pubblico non impara mai a memoria, ma senza i quali metà dei dischi che ami non esisterebbero. Mike Milford era uno di questi. L'8 agosto 2026 gli Scars of Tomorrow hanno affidato ai propri canali social l'annuncio della sua morte, arrivata dopo una lunga battaglia contro il cancro. Il messaggio della band è breve e senza retorica: lo ricordano come «un frontman incredibile, un manager, un dirigente discografico, un padre, un amico e molto altro ancora».

Milford aveva fondato gli Scars of Tomorrow nella contea di Orange, in California, nel 2000, in quella stagione in cui il metalcore stava passando dagli scantinati ai palchi veri. Sotto la sua voce la band ha messo in fila una manciata di dischi che chiunque abbia vissuto quegli anni riconosce ancora dalle prime battute: All Things Change (2002), Design Your Fate (2003), Rope Tied to the Trigger (2004), The Horror of Realization (2005), fino a The Failure in Drowning del 2006 per Victory Records.

Ma la seconda metà della sua storia si è giocata dietro le quinte, e forse pesa ancora di più. Milford è stato una figura chiave di The Artery Foundation e di Artery Recordings, e più di recente aveva fondato Modern Empire Music: vent'anni passati a firmare, gestire e portare in tour band che senza di lui probabilmente non avrebbero mai visto un palco. Come riporta Metal Injection, i tributi hanno iniziato ad arrivare da tutta la scena; tra i primi quello dell'ex compagno di band Bob Bradley, che ha ricordato la battaglia contro la malattia e chi gli è stato accanto.

Il rock è fatto anche di questo: di gente che sceglie di stare dall'altra parte del microfono perché qualcun altro possa arrivarci. Buon viaggio, Mike.

Fonte: Metal Injection, Lambgoat, theprp.com; annuncio ufficiale sui canali social degli Scars of Tomorrow.

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