«Ecco con cosa abbiamo appena finito di registrare»: i Korn hanno inciso la batteria del nuovo disco

Il rullante di Ray Luzier è già a posto: il quindicesimo album è in lavorazione, il primo senza Fieldy. Ma di date, per ora, non se ne parla

I Korn dal vivo a Londra nel 1997

Foto di proprietà di Pete Still from the United Kingdom · dal sito Wikimedia Commons (cc by-sa 4.0)

Certe notizie arrivano dalla porta di servizio. Come riporta Louder, la conferma che i Korn stanno davvero registrando il disco nuovo non è uscita da un comunicato dell'etichetta, ma dal profilo di Mark Bennett, il drum tech di Ray Luzier: una foto di un rullante Pearl Copper Free Floating e una didascalia che vale più di un'intera cartella stampa. «Ecco con cosa abbiamo appena finito di registrare il disco nuovo».

Tradotto: le parti di batteria sono incise. Non è stato confermato a che punto siano gli altri — se Jonathan Davis abbia già cantato, se Munky e Head abbiano già messo giù le chitarre — ma il pezzo più ingombrante di una session, quello che di solito si registra per primo e che detta i tempi a tutto il resto, è archiviato.

Sarà il quindicesimo album in studio, il primo dopo Requiem del 2022, e soprattutto il primo inciso senza Reginald «Fieldy» Arvizu, il bassista che c'era dal principio e che dopo quel disco ha lasciato il gruppo. Per una band il cui suono è nato letteralmente dal basso — quel clack metallico a cinque corde che nel 1994 non somigliava a niente di quello che si sentiva in giro — non è un dettaglio da poco.

Un assaggio, in realtà, c'era già stato: nell'aprile 2026 era uscito il singolo Reward The Scars, nato dalla collaborazione con il videogioco Diablo IV. Ma sulle scadenze conviene non farsi illusioni: già a febbraio, parlando proprio con Loudwire, Brian «Head» Welch aveva spiegato che il gruppo non ha nessuna intenzione di correre.

Del resto, quando nel 1994 quei cinque ragazzi di Bakersfield pubblicarono un disco omonimo con una bambina disegnata su un'altalena in copertina, nessuno aveva fretta nemmeno allora: ci vollero anni perché quel suono avesse un nome. Trentadue anni dopo, i Korn si prendono ancora il loro tempo.

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