Guy Picciotto torna a cantare dopo venticinque anni: la sua voce su T-Hexx

Venticinque anni di silenzio, poi una telefonata

Guy Picciotto dal vivo con i Fugazi

L'ultima volta che Guy Picciotto aveva cantato su un disco era il 2001, e quel disco era The Argument dei Fugazi: l'ultimo album di una band che ha insegnato a mezzo mondo che si può fare rumore restando padroni di casa propria. Da allora la sua voce era sparita dai solchi — produzioni, chitarre per altri, collaborazioni, ma mai più quel grido storto e riconoscibile.

Chi è andato a stanarlo

Ci sono riusciti gli Evil Island, che di curriculum ne hanno da vendere: tre quinti di Blood Brothers (Johnny Whitney, Cody Votolato, Mark Gajadhar) più Autry Fulbright degli ...And You Will Know Us by the Trail of Dead e Todd Weinstock dei Glassjaw, con Ross Robinson in cabina di regia. Picciotto canta T-Hexx, brano del debutto Terraform: The Afterlife, uscito in questi giorni.

Come riporta Consequence, Whitney ha raccontato la faccenda senza filtri: «Guy è il mio eroe musicale da quando ero in terza media. Se i Fugazi non fossero mai esistiti, c'è la concreta possibilità che io e tutti quelli con cui sono cresciuto non saremmo mai diventati musicisti». E Picciotto, dal canto suo, ha spiegato di aver ceduto per affetto: «Visto che il mio atteggiamento generale verso i Blood Brothers è che mi prenderei una pallottola per ognuno di loro, sentivo di dover almeno provarci».

Non è una reunion e non promette nulla per il futuro. Ma per chi ha consumato Red Medicine e End Hits, quattro minuti di quella voce nel 2026 valgono da soli la giornata.

Fonte: Consequence. Altre storie come questa nel Calendario del Rock di Rock Music aWords.

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