I Godflesh annunciano Decay: il penultimo disco prima della fine
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Godflesh: Decay esce il 25 settembre, e non è ancora l'ultimo
C'è un modo di finire che non è una resa, ed è quello che ha scelto Justin Broadrick. I Godflesh hanno annunciato Decay, decimo album in studio, fuori il 25 settembre per Relapse Records: il penultimo capitolo di una storia che il suo fondatore ha deciso di chiudere. Come riporta Blabbermouth, dopo Decay resta in programma un solo altro disco, poi i Godflesh si fermano.
Il motivo è fisico prima ancora che artistico. Broadrick è stato operato all'addome per un'ernia che, ha spiegato lui stesso, si è formata anno dopo anno «a forza di urlare nei Godflesh». Le registrazioni erano già chiuse prima dell'intervento — nate insieme al materiale di Purge del 2023 — ma il verdetto è arrivato lo stesso: «I Godflesh oggi sono fisicamente impossibili per me», ha dichiarato, aggiungendo di voler uscire da quei limiti e portare altrove la sua musica pesante.
Ad aprire il disco c'è Living/Ending, cinque minuti costruiti su due note e batteria programmata: la stessa formula che nel 1989, con Streetcleaner, aveva di fatto inventato l'industrial metal. I sei brani si chiamano Master and Slave, Living/Ending, Feral Colony, Fear of Man, Fodder e Consume Me.
Broadrick e G.C. Green partirono da Birmingham nel 1988, dalla stessa terra nera che aveva partorito i Black Sabbath, e da lì tirarono fuori il rumore delle fabbriche invece del blues. Trentotto anni dopo, la frase che chiude tutto è una sola: «La musica, per me, non è quasi mai finita, ma deve arrivare a un punto in cui basta».
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