Headliner segreti a Larmer Tree: i Geese si prendono l'End of the Road
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Annunciati a giugno come «headliner segreti», giovedì 3 settembre hanno chiuso la prima serata dei vent'anni dell'End of the Road
Foto di proprietà di Lygonstreet — dal sito Wikimedia Commons (cc by-sa 4.0)
Larmer Tree Gardens, sul confine fra Dorset e Wiltshire. Giovedì 3 settembre i Geese sono saliti in cima al cartellone della ventesima edizione dell'End of the Road, il festival inglese che da vent'anni fa il tifo per le band prima che diventino grosse. Erano stati annunciati a giugno come secret headliner, e come racconta NME per i ragazzi di Brooklyn è il primo headline in un festival europeo. Non male, per una band nata in una cantina di New York quando i suoi membri erano ancora al liceo.
La scaletta ha attraversato tutta la loro breve storia: Husbands, Getting Killed, Half Real, Islands of Men, Crusades, 100 Horses, 2122, I See Myself, Cobra, Bow Down, Au Pays du Cocaine, Long Island City Here I Come, Taxes, e Trinidad come bis. Rispetto al set di Reading, riporta NME, è stata una serata molto più sperimentale: un groove quasi samba infilato dentro un pezzo, e Cameron Winter che improvvisava con la voce come se stesse ancora provando in sala.
Winter, dal palco, ha tenuto lo stesso tono da sonnambulo che ha nei dischi. Guardando la folla ha detto soltanto: «There are a lot of you. Good Lord! Thank you for coming». E a un ragazzo in prima fila che gli parlava: «This is a very one-sided conversation. I hold all the cards». Questa conversazione è molto a senso unico: le carte le ho tutte io.
Detta così sembra una battuta, ma è anche la fotografia del momento. In cinque anni i Geese sono passati da Projector (2021) al western allucinato di 3D Country (2023); poi il disco solista di Winter, Heavy Metal, ha fatto innamorare mezza critica, e Getting Killed li ha portati fin qui: a chiudere una serata di un festival storico in un campo inglese, con la gente che canta parole scritte da un ragazzo che sembra sempre appena sveglio. Le carte, per una volta, le ha davvero in mano lui.