I Demon Hunter fanno causa a Netflix: in ballo c'è il loro nome
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Una band metal contro il colosso dello streaming
I Demon Hunter dal vivo.
Foto di proprietà di Jax 0677 — dal sito Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).
Ci sono cause che nascono per soldi e cause che nascono per sopravvivenza. Quella depositata martedì 18 agosto alla Corte distrettuale della California centrale sembra appartenere alla seconda categoria.
Come riporta Blabbermouth, Hyde Lane, l'entità legale dietro i Demon Hunter, ha citato in giudizio Netflix, Netflix Studios e AEG Presents. Il motivo è il titolo di KPop Demon Hunters, il film d'animazione uscito sulla piattaforma alla fine di giugno 2025. La band sostiene che il pubblico stia facendo confusione tra le due cose, e non è difficile capire perché: il marchio Demon Hunter è registrato dal 2014 per gli spettacoli dal vivo ed è stato esteso nel 2022 a musica registrata e merchandise. Esattamente i tre terreni su cui il film si sta muovendo.
Perché il punto è questo: KPop Demon Hunters non è un film qualsiasi. È il titolo in lingua inglese più visto di sempre su Netflix, la sua canzone Golden ha vinto l'Oscar come miglior canzone originale ai novantottesimi Academy Awards, e per il 2027 è annunciato un tour mondiale in centocinquanta città. Una macchina che, se davvero occupa lo stesso nome, non lascia molto spazio a una band metal di Seattle.
La richiesta è netta: bloccare l'uso del nome per musica, concerti e merchandise, più danni non quantificati. Nelle carte si legge che il marchio costruito in un quarto di secolo affronta ora una «crisi esistenziale».
La replica di Netflix è arrivata in tre righe: «Queste accuse sono prive di fondamento». Poi la rivendicazione, che è già una difesa: aver creato un fenomeno globale premiato con un Oscar.
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Fonti: Blabbermouth.
Foto: di proprietà di Jax 0677 — dal sito Wikimedia Commons.