Bruce Dickinson annuncia il nuovo disco solista: sedici brani incisi dal vivo, fuori all'inizio del 2027

«Pesante da morire»: il nuovo capitolo solista

Bruce Dickinson dal vivo con gli Iron Maiden

Quando gli hanno chiesto che disco fosse, Bruce Dickinson non si è perso in giri di parole: sarà «pesante da morire». Il cantante degli Iron Maiden ne ha parlato al San Diego Comic-Con dello scorso luglio, in un'intervista poi ripresa da Blabbermouth, e la sostanza è che il successore di The Mandrake Project non sarà un secondo atto di quella storia: solo un brano manterrà un filo concettuale con il predecessore, per il resto il disco cammina da solo.

I numeri raccontano un metodo vecchia scuola. Sedici canzoni incise in tre settimane, tutte suonate dal vivo in sala, senza alcun intervento di intelligenza artificiale: registrazione allo Studio 606 di Dave Grohl, a Northridge in California, con Brendan Duffey alla produzione. L'uscita è attesa all'inizio del 2027 per BMG, con qualche assaggio in anticipo già nel corso di quest'anno.

È un dettaglio che vale la pena sottolineare: a sessantotto anni suonati, uno che potrebbe vivere di rendita per il resto dei suoi giorni sceglie di chiudersi in studio e registrare tutto in presa diretta. È la stessa testardaggine che nel 1997, con Accident of Birth, gli fece riprendere in mano il metal quando tutti davano il genere per finito — e che tre anni dopo lo riportò dentro i Maiden dalla porta principale.

La carriera solista di Dickinson è sempre stata il posto dove si toglie gli sfizi che con la Vergine di Ferro non può togliersi. A giudicare dalle premesse, questa volta se li toglierà alzando il volume.

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