Brandon Flowers: «Mi sto chiedendo per quanto ancora voglio farlo»
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La crisi di metà strada dell'uomo di Las Vegas
«Ci sto passando in pieno, adesso: per quanto ancora voglio farlo, cosa significa, perché lo sto facendo?». A dirlo è Brandon Flowers, la voce dei Killers, in un'intervista al Times ripresa da Rolling Stone e NME. Non è un annuncio di ritiro: è qualcosa di più scomodo, un uomo di mezza età che si chiede ad alta voce se il mestiere che gli ha dato tutto valga ancora la pena.
Il paragone che tira in ballo è con suo padre, che secondo lui trova la felicità nelle cose minime — i mercatini dell'usato, le cornici da ridipingere — pur senza avere grandi mezzi. Poi c'è il corpo che presenta il conto: «Ogni volta che finisco un tour, immancabilmente mi ammalo». Dall'altra parte della bilancia mette il palco, che continua a dargli qualcosa, e l'esempio di Mick Jagger, che a ottant'anni suonati non ha ancora smesso.
Non è la prima volta. Nel 2023 Flowers aveva parlato apertamente di una «crisi» sulla direzione dei Killers, dopo aver cestinato un intero album troppo synth che non gli sembrava più autentico. È lo stesso nodo di sempre: come si invecchia dentro una band che nel 2004 aveva scritto Mr. Brightside, la canzone che ancora oggi non esce dalle classifiche inglesi.
Intanto lavora. Il suo terzo disco da solista, Thrasher, esce il 21 agosto: arriva undici anni dopo The Desired Effect. Il dubbio, per ora, resta un dubbio.