Il Calendario del Rock "Accadde Oggi" 20 Luglio

Rock "Accadde Oggi" 20 Luglio

Accadde Oggi nel Rock - 20 Luglio

20 luglio – Voci immense, chitarre leggendarie e ferite che restano

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Il 20 luglio è una data scolpita nel rock, attraversata da mondi lontanissimi eppure uniti dalla stessa intensità. Dal misticismo latino di Carlos Santana all'urlo grunge di Chris Cornell, dal progressive dei Moody Blues al punk dei Sex Pistols: un giorno che raccoglie voci enormi e sensibilità opposte.

È anche una giornata di svolte e di memoria: la rivoluzione elettrica di Bob Dylan, l'uomo sulla Luna che incontra il Maggiore Tom di Bowie, e ferite profonde come l'addio a Chester Bennington. Nascite, uscite epocali e commiati che ancora oggi raccontano quanto il rock sia vita, arte ed emozione.

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🎉 COMPLEANNI

20 luglio 1943 – John Lodge (The Moody Blues)
Bassista e voce dei Moody Blues, John Lodge è tra gli architetti di quel rock sinfonico che fonde orchestra e psichedelia. Sua la spinta ritmica di brani come Ride My See-Saw e I'm Just a Singer (in a Rock and Roll Band), dove eleganza melodica e slancio elettrico convivono.

20 luglio 1945 – Kim Carnes
Voce roca e inconfondibile del pop rock americano, Kim Carnes conquista il mondo nel 1981 con Bette Davis Eyes, nove settimane in vetta e Grammy come disco dell'anno. Dietro quel timbro graffiato c'è una carriera lunga, da autrice raffinata e interprete magnetica.

20 luglio 1947 – Carlos Santana
Chitarrista mistico e visionario, Carlos Santana porta il rock a Woodstock nel 1969 fondendo blues, latin e psichedelia in un suono caldo e riconoscibile. Con Supernatural (1999) torna in cima al mondo conquistando otto Grammy, a conferma di un talento senza età.

20 luglio 1955 – Jem Finer (The Pogues)
Banjo e anima compositiva dei Pogues, Jem Finer unisce il folk irlandese all'urgenza del punk. Sua, insieme a Shane MacGowan, la penna di Fairytale of New York, forse la più struggente canzone di Natale mai scritta nel rock. Un intellettuale travestito da ribelle.

20 luglio 1956 – Paul Cook (Sex Pistols)
Batterista dei Sex Pistols, Paul Cook è il motore ritmico dietro l'esplosione del punk britannico. Il suo drumming secco e potente tiene insieme il caos di Never Mind the Bollocks, l'album che nel 1977 fece tremare l'Inghilterra e riscrisse le regole del rock.

20 luglio 1958 – Mick MacNeil (Simple Minds)
Tastierista dei Simple Minds, Mick MacNeil disegna i tappeti sonori che hanno reso immensa la band scozzese. Le sue tastiere avvolgono classici new wave come Don't You (Forget About Me) e Alive and Kicking, tra epica da stadio e malinconia elettronica.

20 luglio 1962 – Lee Harris (Talk Talk)
Batterista dei Talk Talk, Lee Harris accompagna una delle evoluzioni più radicali del rock: dal synth-pop degli esordi al minimalismo visionario di Spirit of Eden e Laughing Stock. Il suo tocco sottile, fatto di spazi e silenzi, ha anticipato il post-rock.

20 luglio 1964 – Chris Cornell
Una delle voci più potenti e drammatiche di sempre. Con i Soundgarden Chris Cornell è tra i padri del grunge di Seattle, poi guida Audioslave e Temple of the Dog. Quattro ottave capaci di passare dal sussurro all'urlo. Ci ha lasciati nel 2017, ma il suo canto resta eterno.

20 luglio 1966 – Stone Gossard (Pearl Jam)
Chitarrista dei Pearl Jam e colonna del suono di Seattle, Stone Gossard costruisce riff grezzi e profondi che sono l'ossatura di Ten. Prima ancora, con Green River e Mother Love Bone, aveva contribuito a gettare le fondamenta stesse del grunge.

20 luglio 1976 – Andrew Stockdale (Wolfmother)
Voce e chitarra dei Wolfmother, Andrew Stockdale riporta negli anni Duemila l'hard rock ruggente degli anni '70. Con riff enormi e falsetto sfrenato conquista un Grammy per Woman e accende una nuova generazione con l'inno Joker & the Thief.

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📀 PUBBLICAZIONI

And I Love Her / If I Fell – The Beatles (1964)
Il 20 luglio, negli Stati Uniti, la Capitol pubblica il singolo che accoppia due gemme da A Hard Day's Night: la dolcezza acustica di And I Love Her e l'armonia perfetta di If I Fell. Due volti dell'anima romantica dei Beatles al culmine della Beatlemania.

Like a Rolling Stone – Bob Dylan (1965)
Escono sei minuti che cambiano il rock per sempre. Like a Rolling Stone rompe ogni regola sulla durata dei singoli e consacra il Dylan elettrico: parole taglienti, organo e una domanda che risuona ancora oggi. È la nascita del rock come forma d'arte adulta.

Do You Believe in Magic – The Lovin' Spoonful (1965)
Debutta con questo singolo la band di John Sebastian, e il folk rock si fa improvvisamente gioioso e solare. Do You Believe in Magic mescola jug band, pop e leggerezza contagiosa, aprendo la porta alla corrente luminosa che di lì a poco sfocerà nella psichedelia.

Mott – Mott the Hoople (1973)
Esce Mott, glam rock potente e melodico che segue il trionfo di All the Young Dudes. È l'ultimo disco con Mick Ralphs, in partenza verso i Bad Company, e contiene All the Way from Memphis: un inno sfrontato alla vita on the road e alle sue disillusioni.

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📌 EVENTI E CURIOSITÀ

1969 – L'uomo sulla Luna e il Maggiore Tom
Mentre l'Apollo 11 tocca il suolo lunare, la BBC accompagna le immagini con Space Oddity, uscita da pochi giorni. La ballata spaziale di David Bowie e il suo Maggiore Tom diventano per sempre la colonna sonora del cosmo, in una coincidenza che sfiora la magia.

1975 – Steven Van Zandt e la E Street Band
Al Palace Theatre di Providence, con l'avvio del Born to Run Tour, Steven Van Zandt debutta dal vivo al fianco di Bruce Springsteen. Quella sera risuona per la prima volta Tenth Avenue Freeze-Out: nasce uno dei sodalizi più leggendari del rock.

1983 – I Duran Duran davanti alla corona
Al Prince's Trust Rock Gala del Dominion Theatre di Londra, i Duran Duran suonano davanti a Carlo e Diana. La new wave più glamour incontra la famiglia reale: il segno di quanto il pop-rock britannico degli anni '80 sia ormai fenomeno di costume e cultura di massa.

1986 – Sid & Nancy arriva al cinema
Debutta a Londra il film di Alex Cox su Sid Vicious e Nancy Spungen, con un intenso Gary Oldman nei panni del bassista dei Sex Pistols. Ritratto crudo e struggente dell'amore autodistruttivo al cuore del punk, diventerà un piccolo classico di culto generazionale.

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🕯️ MORTI & COMMEMORAZIONI

20 luglio 2017 – Chester Bennington
Frontman dei Linkin Park, Chester Bennington ci lascia a 41 anni, appena due mesi dopo l'amico Chris Cornell, nato proprio in questa data. La sua voce, capace di trasformare il dolore in catarsi, resta il simbolo di una generazione che nelle sue ferite si è riconosciuta.

20 luglio 2024 – Jerry Miller (Moby Grape)
Muore a 81 anni Jerry Miller, chitarrista dei Moby Grape ed eroe del rock psichedelico di San Francisco. Citato da Clapton e Plant tra le proprie ispirazioni, il suo tocco fluido e cristallino brilla in gioielli come Omaha. Se ne va un maestro discreto della sei corde.

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🎧 Playlist consigliata – 20 Luglio

The Moody Blues → Ride My See-Saw

Kim Carnes → Bette Davis Eyes

Santana → Black Magic Woman

The Pogues → Fairytale of New York

Sex Pistols → Anarchy in the U.K.

Simple Minds → Don't You (Forget About Me)

Talk Talk → It's My Life

Soundgarden → Black Hole Sun

Pearl Jam → Even Flow

Wolfmother → Woman

The Beatles → And I Love Her

Bob Dylan → Like a Rolling Stone

The Lovin' Spoonful → Do You Believe in Magic

Mott the Hoople → All the Way from Memphis

David Bowie → Space Oddity

Bruce Springsteen → Tenth Avenue Freeze-Out

Duran Duran → Rio

Sid Vicious → My Way

Linkin Park → One More Light

Moby Grape → Omaha

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A domani, con un altro giorno che lascia il segno nel rock. 🎸

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