Il Calendario del Rock "Accadde Oggi" 14 Agosto
Condividi
Rock «Accadde Oggi» 14 Agosto

14 Agosto – Il giorno di David Crosby, della Battaglia della Britpop e delle prime volte
Il 14 agosto è una data che sta tutta dentro una parola: cominciare. Comincia Neil Peart, che sale sul palco coi Rush per la prima volta e non ne scenderà per quarantun anni. Comincia la Stiff Records, con quattrocento sterline prese in prestito e quarantacinque spese per incidere un disco. Cominciano i Guns N' Roses, spalla dei Cult davanti a una sala mezza vuota. Comincia The Rocky Horror Picture Show, che sarà un fiasco prima di diventare eterno.
Ma il 14 agosto è anche il giorno in cui due canzoni escono lo stesso giorno per farsi la guerra, e ne parlano i telegiornali; il giorno in cui un disco arriva nei negozi quando il suo cantante è morto da cinque mesi; e il compleanno di David Crosby, che oggi avrebbe compiuto ottantacinque anni e che di prime volte ne ha vissute due, in due band diverse, entrando due volte nella Rock and Roll Hall of Fame.
📖 Approfondimento: la storia di come tre voci si trovarono al primo colpo la raccontiamo per intero in Storie Rock — David Crosby, il ragazzo cacciato dai Byrds che si inventò una seconda vita.
🎉 COMPLEANNI
14 agosto 1938 – Dash Crofts
Prima i Champs di Tequila, poi la metà pacata di Seals & Crofts, il duo di Summer Breeze. Mandolino e voce alta, un soft rock californiano che sapeva di legno e di sole. Se n'è andato nel 2026.
14 agosto 1941 – David Crosby
⭐ Il protagonista della giornata. Cofondatore dei Byrds a Los Angeles, cacciato nel 1967 per essere stato troppo se stesso; poi la terza voce di Crosby, Stills & Nash, e la N di CSNY. Due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, con due band diverse. Se n'è andato il 18 gennaio 2023: oggi avrebbe compiuto 85 anni.
14 agosto 1941 – Connie Smith
Voce del country di Nashville, undici nomination ai Grammy. Dolly Parton disse che ci sono solo tre veri cantanti country: Connie Smith e poi tutti gli altri.
14 agosto 1942 – Son Seals
Frank «Son» Seals, chitarra affilata del blues elettrico di Chicago, casa Alligator. Cresciuto nel juke joint del padre in Arkansas, è entrato nella Blues Hall of Fame. Se n'è andato nel 2004.
14 agosto 1942 – Willie Dunn
Cantautore e regista Mi'kmaq, una delle prime voci delle Prime Nazioni canadesi a farsi ascoltare fuori dalle riserve. Se n'è andato nel 2013.
14 agosto 1943 – Ben Sidran
Tastierista e produttore, coautore di Space Cowboy con la Steve Miller Band. Poi una lunga carriera jazz e una seconda vita da divulgatore radiofonico.
14 agosto 1943 – Terry Ellis
Manager dei primi Jethro Tull e cofondatore della Chrysalis Records: il nome dell'etichetta nasce dall'unione di Chris Wright ed Ellis. Senza di lui, metà del rock inglese degli anni Settanta avrebbe avuto un'altra storia.
14 agosto 1945 – Steve Martin
Lo conoscono tutti come comico, ma è anche un banjoista bluegrass da Grammy, con gli Steep Canyon Rangers. Il banjo lo suonava molto prima di far ridere.
14 agosto 1946 – Larry Graham
⭐ Ottant'anni tondi per l'uomo che ha inventato lo slap. Bassista di Sly & The Family Stone, poi capo della Graham Central Station: cominciò a percuotere e strappare le corde per sostituire la grancassa che mancava nel gruppo di sua madre. Da quell'espediente è nato il modo in cui si suona il basso nel funk e in mezzo rock.
14 agosto 1947 – Maddy Prior
La voce degli Steeleye Span, regina del folk rock britannico: ballate medievali portate dentro l'elettricità, e un Nr.14 in classifica con un canto natalizio del Quattrocento.
14 agosto 1948 – Bruce Thomas
Il basso melodico e polemico degli Attractions di Elvis Costello. Nella Rock and Roll Hall of Fame dal 2003, dopo anni di liti col cantante raccontate anche in un libro.
14 agosto 1948 – Terry Adams
Fondatore e tastierista degli NRBQ, la band che nessuno sa dove mettere: rock'n'roll, jazz, country e Sun Ra nello stesso concerto. Idolo di gente come Elvis Costello e Bonnie Raitt.
14 agosto 1951 – Ric Parnell
Batterista dell'Atomic Rooster e, soprattutto, Mick Shrimpton in This Is Spinal Tap: il batterista che esplode sul palco. Suo padre Jack era il batterista di Ted Heath. Se n'è andato nel 2022.
14 agosto 1951 – Slim Dunlap
Bob «Slim» Dunlap, il chitarrista che nel 1987 raccolse la Fender di Bob Stinson nei Replacements: l'uomo che ha tenuto insieme la band più sgangherata d'America. Se n'è andato il 18 dicembre 2024.
14 agosto 1951 – Peter Blegvad
Fondatore degli Slapp Happy con Anthony Moore e Dagmar Krause, poi dentro gli Henry Cow. Fumettista, cantautore e teorico: l'ala colta e storta del rock inglese.
14 agosto 1953 – James Horner
Compositore di Titanic e Braveheart, due Oscar in una notte. Non è rock, ma il suo nome sta su una delle colonne sonore più vendute di sempre. Morto in un incidente aereo nel 2015.
14 agosto 1960 – Sarah Brightman
Soprano crossover, prima Christine del Fantasma dell'Opera. Prima ancora era nel gruppo di ballo Hot Gossip: la sua storia comincia molto più vicino al pop di quanto si creda.
14 agosto 1960 – Stet Howland
La batteria dei W.A.S.P. per tutti gli anni Novanta, poi Metal Church e Lita Ford.
14 agosto 1964 – Keith Howland
Chitarra solista dei Chicago dal 1995 al 2021: ventisei anni dentro una delle band più longeve d'America.
14 agosto 1965 – Mark Collins
Chitarra dei Charlatans dal 1991, cioè da Between 10th and 11th in poi: sua la trama che ha portato la band da Madchester ai tre album Nr.1 in Gran Bretagna.
14 agosto 1966 – Karl Agell
Sessant'anni tondi per la voce di Blind dei Corrosion of Conformity, il disco del 1991 in cui il gruppo passa dall'hardcore al metal sudista.
14 agosto 1969 – Trey Spruance
Cofondatore dei Mr. Bungle con Mike Patton e chitarrista di King for a Day... Fool for a Lifetime dei Faith No More. Poi la sua Secret Chiefs 3, dove il metal incontra la musica persiana.
14 agosto 1970 – Kevin Cadogan
Chitarrista fondatore dei Third Eye Blind: suo il riff di Semi-Charmed Life.
14 agosto 1974 – Martin Bulloch
La batteria dei Mogwai da sempre. Porta un pacemaker dal 1997, e la band deve tenerne conto quando alza il volume: sul palco degli Mogwai si arriva a livelli che pochi reggono.
14 agosto 1974 – Ana Matronic
La voce femminile degli Scissor Sisters, dal cabaret drag di San Francisco alle classifiche inglesi.
14 agosto 1977 – Ed Harcourt
Cantautore inglese, candidato al Mercury Prize 2001 con Here Be Monsters. Ha suonato con quasi tutti, da Marianne Faithfull ai Libertines.
💿 PUBBLICAZIONI
The Rolling Stones – Five by Five (EP) (1964)
Cinque brani incisi ai Chess Studios di Chicago, nello stesso corridoio dove passavano Muddy Waters e Willie Dixon. Arriva al Nr.1 della classifica EP britannica: è il disco in cui gli Stones smettono di imitare il blues americano e cominciano a suonarlo.
Hawkwind – Hawkwind (1970)
Il debutto omonimo su Liberty, prodotto da Dick Taylor dei Pretty Things. È l'atto di nascita dello space rock: chitarre in loop, elettronica primitiva e un'idea di viaggio che porterà dritta a Silver Machine. Diciotto anni dopo, esattamente oggi, se ne andrà Robert Calvert.
Nick Lowe – «So It Goes» / «Heart of the City» (1976)
⭐ Cinquant'anni tondi, e non è un disco qualsiasi: è Stiff BUY 1, il primo disco pubblicato dalla Stiff Records. Jake Riviera aveva chiesto in prestito 400 sterline a Lee Brilleaux dei Dr. Feelgood; di quelle, quarantacinque bastarono per incidere le due canzoni. Non entrò in classifica, ma rientrò della spesa e aprì la strada a Elvis Costello, Ian Dury e The Damned. Da qui in poi, un'etichetta la può fare chiunque.
Teena Marie – Irons in the Fire (1980)
Il quarto disco per la Motown, scritto e prodotto interamente da lei: cosa rarissima per una donna, in quella etichetta, in quegli anni.
Genesis – «Abacab» (1981)
Quarantacinque anni per il singolo che dà il titolo all'album. Il nome viene dallo schema delle sezioni del brano: A-B-A-C-A-B. Nel montaggio finale l'ordine cambiò, il titolo restò com'era. Nr.9 in Gran Bretagna.
Ultravox – «The Thin Wall» (1981)
Inciso a Colonia da Conny Plank, video diretto da Russell Mulcahy: la new wave inglese che va a imparare il suono dai tedeschi.
The Who – Rarities Volume I & Volume II (1983)
La Polydor raccoglie i lati B e i singoli mai finiti su un album: il magazzino degli Who aperto al pubblico.
The Fixx – Phantoms (1984)
Il terzo album, prodotto da Rupert Hine, Nr.19 in Billboard. Esce prima in America (il Regno Unito lo avrà il 3 settembre): una band inglese che ormai vive di radio americane.
Fleetwood Mac – «Little Lies» (1987)
Terzo singolo da Tango in the Night, scritto da Christine McVie col marito Eddy Quintela. Primo top five del gruppo dopo anni: il canto del cigno della formazione classica, con Lindsey Buckingham già con un piede fuori.
Mother Love Bone – Apple (1990)
⭐ L'unico album della band, uscito quando il suo cantante era morto da cinque mesi. Andrew Wood se n'era andato in marzo, a ventiquattro anni; il disco era già finito. Stone Gossard e Jeff Ament formeranno i Pearl Jam, Chris Cornell scriverà Temple of the Dog per l'amico. Tutto quello che Seattle diventerà passa da questo disco che nessuno voleva pubblicare così.
AA.VV. – Pump Up the Volume (colonna sonora) (1990)
Pixies, Soundgarden, Sonic Youth, Bad Brains con Henry Rollins, Concrete Blonde, Peter Murphy. Una compilation che nel 1990 valeva come una mappa: qui c'è tutto quello che di lì a un anno sfonderà.
N.W.A – 100 Miles and Runnin' (EP) (1990)
Il primo disco senza Ice Cube. Non è rock, ma è lo stesso anno e la stessa rabbia.
Blur «Country House» vs Oasis «Roll With It» (1995)
⭐ La Battaglia della Britpop. Due singoli usciti lo stesso identico giorno, per scelta deliberata: la Food Records spostò l'uscita di Blur per farla coincidere con quella degli Oasis. Ne parlarono i telegiornali. Alla fine della settimana Blur aveva venduto 274.000 copie contro 216.000: Nr.1 e Nr.2. Damon Albarn aveva anche infilato nel testo una frecciata — «he's got morning glory» — all'album che gli Oasis stavano per pubblicare.
Godspeed You! Black Emperor – F♯ A♯ ∞ (1997)
Cinquecento copie in vinile, numerate e confezionate a mano una per una, con dentro una monetina schiacciata e un disegno. Nasce così il post-rock canadese: senza volto, senza interviste, senza singoli.
AFI – A Fire Inside EP (1998)
Sulla Adeline Records, l'etichetta di Billie Joe Armstrong dei Green Day.
Misfits – Evillive II (1998)
Live venduto soltanto agli iscritti al fan club: un disco che si poteva avere solo se eri già dentro.
Mansun – Little Kix (2000)
L'ultimo album in studio della band di Chester, quella di Six: la fine di una delle avventure più ambiziose e meno capite del britpop.
Craig David – Born to Do It (2000)
Il debutto più rapidamente venduto da un solista britannico. Non è rock, ma quell'estate non si sentiva altro.
Alison Krauss & Union Station – New Favorite (2001)
Venticinque anni per il disco che vincerà il Grammy come miglior album bluegrass, nell'anno in cui O Brother, Where Art Thou? aveva riportato la musica delle montagne in classifica.
Incubus – «Wish You Were Here» (2001)
Nr.2 nella Modern Rock Tracks: il momento in cui gli Incubus smettono di essere una band nu-metal e diventano una band da radio.
Michelle Branch – The Spirit Room (2001)
Il debutto della diciottenne dell'Arizona, con Everywhere dentro.
Iron Maiden – «The Reincarnation of Benjamin Breeg» (2006)
Vent'anni tondi. Uscita accompagnata da un sito civetta interamente dedicato al personaggio immaginario di Benjamin Breeg, con documenti e fotografie false: una delle prime campagne virali del metal. Nr.1 in Finlandia, Spagna e Svezia.
Arctic Monkeys – «Leave Before the Lights Come On» (2006)
Terzo singolo, primo pezzo pubblicato dopo l'uscita del debutto più venduto della storia inglese.
Blaqk Audio – CexCells (2007)
Davey Havok e Jade Puget degli AFI si tolgono la chitarra e fanno un disco di synth pop. Nr.18 in Billboard: funzionò.
Kiss – Kissology Volume Two: 1978–1991 (2007)
Il secondo cofanetto DVD: gli anni senza trucco, quelli che i fan della prima ora facevano finta di non ricordare.
Alice in Chains – «Check My Brain» (2009)
⭐ Il primo singolo in dieci anni, e il primo con William DuVall al posto di Layne Staley. Nr.1 nella Mainstream Rock: non succedeva dal 1994 di No Excuses. Jerry Cantrell canta di essersi trasferito in California e di non riconoscersi più: il riff scende di un tono e sembra che il pavimento ceda.
The xx – xx (2009)
Il debutto di tre ragazzi di Londra che avevano appena finito la scuola. Vincerà il Mercury Prize. Chitarre pulitissime, silenzi lunghi, due voci che non si alzano mai: l'esatto contrario di tutto quello che andava di moda.
Melanie Martinez – Cry Baby (2015)
Il debutto uscito dopo The Voice, che diventerà un piccolo culto generazionale.
📌 EVENTI E CURIOSITÀ
Larry Williams incide «Bad Boy» (1958)
Ai Radio Recorders di Hollywood. Sette anni dopo i Beatles la incideranno a loro volta: Lennon adorava Larry Williams e gli ha rubato tre canzoni in tutto.
«Crying» di Roy Orbison entra nella Hot 100 (1961)
Sessantacinque anni fa. Arriverà al Nr.2, e resterà come il pezzo in cui una voce da tenore decide di piangere davanti a tutti senza vergognarsene.
Help! entra al Nr.1 degli album inglesi (1965)
Attenzione a non confondere le due date: l'album era uscito il 6 agosto, e oggi è il giorno in cui entra direttamente in vetta alla classifica britannica, scalzando The Sound of Music. Ci resterà nove settimane.
I Beatles registrano l'ultimo Ed Sullivan Show (1965)
⚠️ Allo Studio 50 di New York incidono la loro quarta e ultima apparizione nel programma che nel 1964 li aveva presentati all'America. Andrà in onda il 12 settembre. Voce data da più aggregatori, non verificata su fonte primaria.
«I Got You Babe» comincia tre settimane al Nr.1 in America (1965)
Sonny & Cher, due ragazzi che si erano conosciuti in uno studio di Phil Spector, in cima alla Hot 100.
L'ultimo giorno delle radio pirata inglesi (1967)
Wonderful Radio London chiude le trasmissioni: il giorno dopo entra in vigore il Marine Offences Act, che rende illegale trasmettere dalle navi al largo. Le pirata avevano insegnato alla BBC come si fa la radio; la BBC risponderà aprendo Radio 1 due mesi dopo, assumendo i loro dj. Radio Caroline resisterà fino al marzo 1968.
«Fire» al Nr.1 in Gran Bretagna (1968)
The Crazy World of Arthur Brown. Lui saliva sul palco con un elmo in fiamme sulla testa, e una volta gli si incendiarono davvero i capelli: gli spensero la testa con la birra. «I am the god of hellfire», e per una settimana lo fu davvero.
Led Zeppelin all'Alumni Stadium di Boston (1970)
Tappa del tour nordamericano dell'estate 1970, quello in cui la band comincia a mettere in scaletta i pezzi acustici che finiranno su Led Zeppelin III.
Il festival di Krumlin finisce nel fango (1970)
Si apre nello Yorkshire lo Yorkshire Folk, Blues & Jazz Festival. Elton John, ancora sconosciuto, viene pagato settantacinque sterline. Piove per giorni, si contano quattrocento casi di ipotermia, l'organizzazione salta. Il rovescio della medaglia di Woodstock, un anno dopo.
Neil Peart sale sul palco coi Rush per la prima volta (1974)
⭐ Civic Arena di Pittsburgh, davanti a undicimila persone. Ventiquattro minuti in apertura a Uriah Heep e alla Manfred Mann's Earth Band. Era entrato nella band da due settimane, si era presentato al provino con una batteria piccola dentro dei bidoni della spazzatura, e Geddy Lee e Alex Lifeson avevano pensato che fosse un tipo strano. Da quella sera in poi, per quarantun anni, i Rush sono stati quei tre.
La prima mondiale di The Rocky Horror Picture Show (1975)
Al Rialto Theatre di Londra. In America sarà un disastro commerciale, ritirato quasi subito dalle sale; poi qualcuno lo programmerà a mezzanotte, il pubblico comincerà a rispondere allo schermo, e diventerà il film rimasto più a lungo in proiezione della storia.
Blondie al Brendan Byrne Arena (1982)
Tappa del Tracks Across America Tour: sarà l'ultimo giro prima dello scioglimento. Chris Stein si ammalerà di lì a poco, e la band si fermerà per diciassette anni.
«Come On Eileen» al Nr.1 in Gran Bretagna per la settima settimana (1982)
I Dexys Midnight Runners in salopette e violini, il singolo più venduto dell'anno in Inghilterra.
Johnny Ramone rischia di morire in una rissa di strada (1983)
A New York, fuori da un locale. Johnny vede la sua ex, Cynthia «Roxy» Whitney, parlare con Seth Macklin della band Sub Zero Construction; volano parole, poi pugni. Johnny cade e batte la testa sul marciapiede: frattura del cranio, emorragia cerebrale, operazione d'urgenza. Si salva. I Ramones ripartiranno in tour due mesi dopo.
U2 al Phoenix Park di Dublino (1983)
Quindicimila persone a casa loro, in una giornata di nove ore con Simple Minds, Eurythmics, Big Country e Steel Pulse. È il War Tour: gli U2 stanno passando da band di club a band da stadio nel giro di una stagione.
Michael Jackson si compra le canzoni dei Beatles (1985)
⚠️ Si aggiudica il catalogo ATV Music per 47,5 milioni di dollari: dentro ci sono oltre 250 canzoni di Lennon e McCartney. Paul McCartney, che gli aveva spiegato lui stesso quanto convenisse investire nei diritti d'autore, non gli parlerà più. Attenzione: Wikipedia data l'accordo al 10 agosto; il 14 è il giorno in cui la notizia diventò pubblica.
Guns N' Roses aprono il loro primo tour americano (1987)
All'Halifax Metro Centre, in Nuova Scozia, come spalla dei Cult. Appetite for Destruction era uscito da tre settimane e non lo comprava nessuno. Ci vorrà un anno intero, e una rotazione ostinata di Sweet Child o' Mine, perché diventi il disco di debutto più venduto della storia americana.
Parte il Radio K.A.O.S. Tour di Roger Waters (1987)
Da Providence, Rhode Island. Nello stesso periodo i Pink Floyd di David Gilmour girano l'America con A Momentary Lapse of Reason: due tour in concorrenza aperta, con gli avvocati di mezzo su chi avesse il diritto di chiamarsi Pink Floyd. Waters perderà la causa e vincerà il tempo.
I Rolling Stones a Berlino Est (1990)
Urban Jungle Tour, nove mesi dopo la caduta del Muro. Le riprese finiranno in Stones at the Max.
Bruce Dickinson filma Dive! Dive! Live! (1990)
Durante il Tattooed Millionaire Tour, la parentesi solista fuori dagli Iron Maiden.
«Living on My Own» porta Freddie Mercury al Nr.1 (1993)
Il remix di un pezzo del 1985 arriva in vetta ai singoli inglesi: il primo Nr.1 solista di Freddie, due anni dopo la sua morte.
L'ultimo giorno di Woodstock '94 (1994)
Bob Dylan sale sul palco su cui suo figlio Jakob aveva suonato il giorno prima, e chiude con Rainy Day Women. I Green Day, in mezzo alla pioggia, scatenano la battaglia del fango: il pubblico bombarda il palco, Billie Joe Armstrong risponde, Mike Dirnt viene scambiato per un invasore dalla sicurezza, placcato e perde un dente. Poi i Red Hot Chili Peppers chiudono con gli elmi a forma di lampadina.
I Rolling Stones filmano al Giants Stadium (1994)
Le riprese del Voodoo Lounge Tour.
I Foo Fighters debuttano in televisione (1995)
Al Late Show di David Letterman, con This Is a Call. Dave Grohl aveva registrato l'album da solo, suonando tutto: è la prima volta che il pubblico americano lo vede in piedi davanti a un microfono invece che dietro una batteria.
Rage Against the Machine suonano contro la Convention Democratica (2000)
Concerto gratuito davanti allo Staples Center di Los Angeles, mentre dentro si celebrava la nomination di Al Gore. «La nostra democrazia è stata dirottata», urla Zack de la Rocha. Fuori c'erano duemila agenti in tenuta antisommossa, cavalli, elicotteri e una recinzione alta quattro metri. A fine concerto la polizia dichiara assembramento illegale e disperde la folla con proiettili di gomma, idranti e spray al peperoncino.
Gli Oasis si riprendono i propri singoli (2000)
Ripubblicano l'intero catalogo sulla loro Big Brother Recordings: uno dei primi casi in cui una band grossa si riprende il controllo del proprio archivio.
«Shackler's Revenge» trapela in rete (2008)
Il primo assaggio di Chinese Democracy arriva ai fan prima che ai negozi, dopo quattordici anni di attesa e un disco che sembrava non dover uscire mai.
It Might Get Loud arriva nelle sale (2009)
Il documentario in cui Jimmy Page, The Edge e Jack White si siedono su tre sedie con tre chitarre e si spiegano a vicenda come suonano. Page mette il disco di Rumble di Link Wray e comincia a ballare da solo.
Iron Maiden presentano «Speed of Light» (2015)
Il video con Eddie che attraversa quarant'anni di videogiochi: primo estratto da The Book of Souls.
Gli Slipknot annunciano l'addio di Sid Wilson (2026)
Un comunicato di poche righe, poi sparito dai canali ufficiali, chiude la storia del DJ numero 0: l'uomo che si buttava dalle impalcature lascia la band di Des Moines dopo quasi trent'anni. Lo confermerà tre giorni dopo cambiando la biografia: «Slipknot 1997-2026».
🕯️ COMMEMORAZIONI
14 agosto 1958 – Gladys Presley
Se ne va alle 3:15 del mattino, a quarantasei anni, per un infarto. Elvis era l'unico figlio sopravvissuto di un parto gemellare, e sua madre era la persona a cui era più legato al mondo. Alla veglia a Graceland era inconsolabile. «È tutto ciò per cui ho vissuto», disse. Molti dei suoi biografi fanno partire da questa notte tutto quello che verrà dopo.
14 agosto 1964 – Johnny Burnette
Trent'anni, un incidente di barca sul Clear Lake in California: un cabinato senza luci lo travolge di notte. Con il Rock and Roll Trio, insieme al fratello Dorsey, aveva inciso alcuni dei dischi rockabilly più selvaggi degli anni Cinquanta, Train Kept A-Rollin' compresa — quella che poi passerà agli Yardbirds e agli Aerosmith.
14 agosto 1972 – Oscar Levant
Pianista, compositore e battutista velenoso: il primo a portare in televisione l'ironia sul proprio disagio mentale.
14 agosto 1978 – Joe Venuti
Il padre del violino jazz, l'uomo che ha dimostrato che quello strumento poteva swingare. Suonava con Eddie Lang, l'altro italoamericano che ha inventato la chitarra jazz.
14 agosto 1988 – Roy Buchanan
Quarantotto anni. Il più grande chitarrista sconosciuto del mondo, come lo chiamavano: aveva rifiutato di entrare nei Rolling Stones dopo la morte di Brian Jones. Viene trovato impiccato con la propria camicia in una cella del carcere di Fairfax, dove era finito quella sera stessa per ubriachezza. La famiglia ha sempre contestato la versione ufficiale.
14 agosto 1988 – Robert Calvert
Lo stesso giorno di Buchanan. Quarantatré anni, un infarto. Poeta, drammaturgo e voce degli Hawkwind, coautore di Silver Machine. Diciotto anni prima, in questa stessa data, usciva il primo disco della band.
14 agosto 1992 – Tony Williams
Sessantaquattro anni, nel sonno. La voce solista dei Platters: Only You e The Great Pretender sono lui.
14 agosto 2002 – Dave Williams
Trent'anni. La voce dei Drowning Pool viene trovata senza vita sul tour bus, durante l'Ozzfest: cardiomiopatia ipertrofica, un difetto del cuore che non sapeva di avere. Bodies era uscita l'anno prima.
14 agosto 2005 – Esther Wong
La madrina del punk di Los Angeles: nel suo ristorante cinese, il Madame Wong's, hanno suonato per la prima volta i Motels, i Police in America e mezza scena new wave californiana.
14 agosto 2013 – Allen Lanier
⭐ Sessantasette anni, complicanze polmonari. Tastierista e chitarrista fondatore dei Blue Öyster Cult, coautore di (Don't Fear) The Reaper: sua la trama di tastiere che tiene su quel pezzo. Per anni compagno di Patti Smith, e uno dei musicisti su Horses. Un uomo che ha attraversato due mondi — l'hard rock di Long Island e il Chelsea Hotel — senza mai mettersi in mezzo.
14 agosto 2015 – Bob Johnston
Ottantatré anni. Il produttore di Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde di Dylan, di At Folsom Prison di Johnny Cash e dei dischi di Leonard Cohen. Il suo metodo era semplice: accendere i nastri e non mettersi in mezzo.
14 agosto 2016 – James Woolley
⚠️ Quarantanove anni, una caduta da una scala. Tastierista dei Nine Inch Nails nel tour di The Downward Spiral, quello con il fango di Woodstock '94, e poi con i 2wo di Rob Halford. Data concorde su più aggregatori, non su fonte primaria.
14 agosto 2018 – Jill Janus
Quarantadue anni. La voce degli Huntress, che aveva parlato pubblicamente della propria malattia mentale quando quasi nessuno nel metal lo faceva.
14 agosto 2020 – Pete Way
Settant'anni, per le conseguenze di una caduta. Bassista fondatore degli UFO, poi Waysted e Fastway: il tipo che sul palco non stava mai fermo e che Steve Harris degli Iron Maiden ha sempre indicato come il proprio modello.
14 agosto 2025 – Roy Estrada
Ottantadue anni. Bassista originale delle Mothers of Invention di Frank Zappa, cofondatore dei Little Feat e poi nella Magic Band di Captain Beefheart: tre delle band più strane d'America, tutte con lo stesso basso sotto.
14 agosto 2026 – Dave Marsh
Settantasei anni, nella sua casa in Connecticut. Il critico che ha preso il rock sul serio prima di tutti: da Creem, gomito a gomito con Lester Bangs, alle biografie definitive di Bruce Springsteen e degli Who. Sedeva nel comitato di nomina della Rock and Roll Hall of Fame.
🎧 Playlist consigliata — 14 Agosto
The Byrds – Eight Miles High (David Crosby)
Crosby, Stills & Nash – Suite: Judy Blue Eyes (David Crosby)
Sly & The Family Stone – Thank You (Falettinme Be Mice Elf Agin) (Larry Graham)
Blur – Country House (Battaglia della Britpop)
Oasis – Roll With It (Battaglia della Britpop)
Mother Love Bone – Crown of Thorns (Apple)
Nick Lowe – So It Goes (Stiff BUY 1)
Rush – Working Man (Neil Peart)
Alice in Chains – Check My Brain (il ritorno del 2009)
Blue Öyster Cult – (Don't Fear) The Reaper (Allen Lanier)
UFO – Doctor Doctor (Pete Way)
Iron Maiden – The Reincarnation of Benjamin Breeg (20 anni)
The Who – I'm a Boy (Rarities Volume I & II)
Hawkwind – Silver Machine (Robert Calvert)
Roy Buchanan – Sweet Dreams (l'addio del 1988)
Genesis – Abacab (45 anni)
The Rolling Stones – It's All Over Now (Chess Studios)
The Crazy World of Arthur Brown – Fire (Nr.1 nel 1968)
Ramones – I Wanna Be Sedated (Johnny Ramone)
Rage Against the Machine – Killing in the Name (il concerto del 2000)
Green Day – Basket Case (Woodstock '94)
Foo Fighters – This Is a Call (il debutto da Letterman)
The Rocky Horror Picture Show – The Time Warp (la prima del 1975)
Steeleye Span – All Around My Hat (Maddy Prior)
The Replacements – Left of the Dial (Slim Dunlap)
The Charlatans – The Only One I Know (Mark Collins)
Drowning Pool – Bodies (Dave Williams)
The xx – Crystalised (il debutto del 2009)
Godspeed You! Black Emperor – The Dead Flag Blues (F# A# Infinity)
Fleetwood Mac – Little Lies (1987)
Elvis Presley – Mama Liked the Roses (Gladys Presley)
A domani, con un altro giorno che lascia il segno nel rock. 🤘